Biblioteche e bibliotecari biomedici: alcune definizioni e pietre miliari

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  • Consumer and Patient Health Information Services Caucus (2001)

    The Consumer and Patient Health Information Services Caucus (CAPHIS) connects health sciences librarians and other consumer health information specialists with a forum, educational opportunities, and specific resources for patients, their families, and other consumer health information users.
  • Information work of hospital librarians: Making the invisible visible (2021)

    L'obiettivo di questo documento è quello di esplorare e rendere visibile il modo in cui il lavoro informativo dei bibliotecari ospedalieri è attuato nelle "pratiche chiave" in cui i servizi della biblioteca ospedaliera sono impiegati per sostenere la pratica basata sull'evidenza. Il materiale empirico è stato prodotto in tre biblioteche ospedaliere in tre diverse regioni della Svezia tra gennaio e marzo 2020. Per analizzare nove interviste semi-strutturate con bibliotecari ospedalieri e gestori di biblioteche ospedaliere si ricorre a un approccio orientato alla pratica utilizzando il lavoro teorico di informazione sugli obiettivi, unitamente a note sul campo provenienti da osservazioni di interazioni tra bibliotecari ospedalieri e operatori sanitari. L'analisi indaga le condizioni del lavoro informativo svolto dai bibliotecari ospedalieri in quanto partecipanti a tre pratiche chiave: pratiche cliniche, pratiche di ricerca di informazioni e pratiche Health Technology Assessment (HTA). I risultati dell'analisi sono relativi a quattro categorie di informazioni di lavoro invisibile, e la natura del lavoro di informazione fatto per contrastare diversi tipi di invisibilità all'interno delle pratiche chiave è discusso. I risultati suggeriscono che una parte sostanziale del lavoro informativo dei bibliotecari ospedalieri è invisibile ai clinici. Allo stesso tempo, i bibliotecari degli ospedali compiono notevoli sforzi per contrastare diversi tipi di invisibilità, ad esempio attraverso la creazione di relazioni con il personale sanitario e per sviluppare e rendere visibili competenze specializzate. In particolare, l'importanza attribuita alla pratica basata sull'evidenza nel settore sanitario consente ai bibliotecari di essere considerati dai clinici come partner legittimi con competenze chiaramente definite in situazioni specifiche.
  • Improving peer review of systematic reviews by involving librarians and information specialists: protocol for a randomized controlled trial (2021)

    Contesto Continuano a esistere problemi con la segnalazione e il rischio di distorsioni nei metodi e nelle strategie di ricerca nelle revisioni sistematiche e nei tipi di revisione correlati. I revisori alla pari che non hanno familiarità con ciò che è richiesto per segnalare in modo trasparente e completo una ricerca, potrebbero non essere disposti a rivedere gli elementi di ricerca delle revisioni sistematiche, né possono sapere cosa potrebbe introdurre pregiudizi in una ricerca. I bibliotecari e gli specialisti dell'informazione, che hanno esperienza nella ricerca, possono offrire conoscenze specifiche che contribuirebbero a migliorare il report della ricerca per la revisione sistematica e ridurre il rischio di errori sistematici, ma sono sottoutilizzati come revisori metodologici. Metodi: Questo studio valuterà l'effetto dell'aggiunta di bibliotecari e specialisti dell'informazione come revisori inter pares metodologici sulla qualità dei rapporti di ricerca e sul rischio di errori sistematici nelle ricerche di revisione. Lo studio sarà uno studio controllato randomizzato pragmatico utilizzando 150 articoli di revisione sistematica presentati a BMJ e BMJ Open come unità di randomizzazione. I manoscritti che riportano le revisioni sistematiche completate e i relativi tipi di revisione e che sono stati inviati per la revisione inter pares sono ammissibili. Per ogni manoscritto randomizzato all'intervento, un bibliotecario/ specialista dell'informazione sarà invitato come un revisore peer aggiuntivo utilizzando pratiche standard per ogni rivista. I primi manoscritti di revisione saranno valutati in duplice copia per segnalare la qualità e il rischio di errori sistematici, utilizzando l'aderenza a 4 elementi del giudizio di PRISMA-S e dei valutatori su 4 domande di segnalazione dal dominio 2 di ROBIS, rispettivamente. Le informazioni identificative dei manoscritti saranno rimosse prima della valutazione. Discussione: I risultati primari di questo studio sono la qualità delle relazioni come indicato dalle differenze nella proporzione di ricerche adeguatamente segnalate nei manoscritti di prima revisione tra gruppi di intervento e di controllo e il rischio di distorsioni come indicato dalle differenze nelle proporzioni di manoscritti prima revisione con alta, basso e poco chiaro pregiudizio. Se l'intervento dimostra un effetto sul report di ricerca o di bias, questo può indicare la necessità per gli editori di riviste di lavorare con bibliotecari e specialisti dell'informazione come revisori metodologici.
  • La ricerca documentale. Istruzioni per l'uso (2013)

    Per ottenere una buona informazione medico-scientifica la ricerca documentale deve essere rigorosa e tendere a produrre risultati rilevanti. L’obiettivo di quest’agile guida, rivolta a tutte le figure professionali sanitarie, è quello di aiutarle ad impostare correttamente le proprie ricerche, per recuperare informazioni utili a risolvere in tempi rapidi i quesiti clinici. Grazie a numerosi ed efficaci esempi pratici, il lettore viene accompagnato passo dopo passo nella ricerca e nell’interpretazione dei dati presenti sul web, mettendo in luce potenzialità e limiti dei diversi strumenti utilizzabili. L'obiettivo di questa guida tascabile è quello di aiutare le figure professionali sanitarie ad impostare correttamente le proprie ricerche, per recuperare informazioni utili a risolvere in tempi rapidi i quesiti clinici.
  • Chi è il bibliotecario documentalista. Definizione MeSH [1991]

    In questa piattaforma usiamo in modo intercambiabile il termine "bibliotecario biomedico”, bibliotecario della salute”, “bibliotecario documentalista”, “biblio-documentalista” a significare la figura che si occupa di gestire le biblioteche, o sezioni delle stesse rivolte a pubblici diversi nel settore della salute e delle scienze correlate. Nel vocabolario MeSH per indicare tale figura esiste il termine librarians è definito come uno specialista che possiede specifiche conoscenze, competenze e abilità di: - management di una biblioteca (o di parte dei servizi resi da una biblioteca) - amministrazione - organizzazione di materiale informativo e personale - interpretazione delle regole biblioteconomiche - sviluppo e mantenimento delle collezioni di una biblioteca - fornitura di servizi. Interessante notare che tale descrittore è stato introdotto nel MeSH solo nel 1991 mentre prima, dal 1966 al 1990, i contenuti relativi ai bibliotecari biomedici erano indicizzati con il descrittore relativo alle biblioteche.Interessante ancora rilevare che è collocato nella più ampia categoria degli Occupational groups che comprende i membri di varie professioni o occupazioni. Tale figura non afferisce alla sottocategoria del Personale sanitario, ma si situa al loro stesso livello gerarchico al pari di legali, assistenti sociali e personale di ricerca. La stessa cosa NON accade negli organigrammi delle aziende sanitarie in Italia.Vi è una consistente letteratura che testimonia il lavoro volto alla ricognizione del lavoro svolto dal bibliotecario documentalista biomedico in Italia, prima e dopo l'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, e al riconoscimento giuridico della sua figura.Merita inoltre citare alcuni documenti importanti: - regolamento BiblioSan, 2009 - norma UNI 11535:2014
  • Il bibliotecario in Sanità (2016)

    Un articolo importante che mette in rilievo una pietra miliare nella storia del coinvolgimento del bibliotecario biomedico nell'assistenza ai pazienti.  Il primo programma volto a coinvolgere i bibliotecari nella clinica fu il Literature Attached to Charts (LATCH) che iniziò nel 1967 al Washington Hospital Center (USA).Con gli anni, il bibliotecario della salute ha ampliato i suoi compiti e ha creato diversi profili di lavoro. Oggi dobbiamo distinguere fra Bibliotecario clinico e Informationista. In Italia esiste un profilo del bibliotecario chiamato "Documentalista", anche se non ancora ampiamente riconosciuto. In questo articolo si ripercorre la storia del bibliotecario della salute, dalle sue origini fino ad oggi.
  • ICCU - Anagrafe delle Biblioteche Italiane. Quante appartengono alla Tipologia Biblioteche appartenenti a Enti del Servizio Sanitario Nazionale

    L’ICCU, Istituto Centrale per il Catalogo Unico, censisce regolarmente la situazione delle biblioteche italiane tramite l’Anagrafe delle biblioteche che è aggiornata su base spontanea e prevede diverse tipologie. Al 15 gennaio 2021, su un totale di 11945 biblioteche italiane, risultano: - biblioteche di enti territoriali: 6252 - biblioteche delle Università statali: 1404 - biblioteche di enti ecclesiastici: 1124 - biblioteche pubbliche statali del MIBACT: 46 - biblioteche di settore non precisato: 18360.L’ICCU rende disponibili anche i dati aperti relativi all’anagrafe delle biblioteche scaricabili in formato .csv e e Linked Open Data in formato Json, xml etcPurtuttavia il filtro per “tipologia amministrativa, Enti e aziende del Servizio sanitario nazionale” restituisce n 108 risultati, ma è una sottostima delle biblioteche biomediche perché, a parte le incompletezze e gli errori dovuti alla spontaneità, tale tipologia non comprende le biblioteche appartenenti, per esempio, a società/accademie/associazioni pubbliche o private non SSN o le biblioteche di case farmaceutiche. Vi sono poi le biblioteche universitarie specializzate nel settore biomedico che, tuttavia, presenta problematiche di tipo diverso.
  • L'area per le attività di biblioteca,  documentazione, comunicazione e divulgazione scientifica negli Enti di Ricerca biomedica del SSN e il personale di "supporto alla ricerca" [2020]

    Il Decreto, "Regolamento recante valutazione del personale di ricerca sanitaria", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3-1-2020, istituisce la figura del ricercatore sanitario e del supporto alla ricerca fra i ruoli del Servizio Sanitario Nazionale e ne definisce le modalità per la valutazione dopo cinque anni. Non è citato il termine "bibliotecario" ma, fra le altre aree, all'articolo 6, punto e) prevede l'area per le attività di biblioteca,  documentazione, comunicazione e divulgazione scientifica e quindi chi vi lavora.Questo personale è previsto però solo negli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, IRCCS, e negli Istituti Zoo-Profilattici, IZS.
  • Regolamento Organizzativo del Sistema Bibliosan. Profilo di una biblioteca, requisiti del bibliotecario (2007) e Carta dei Servizi (2011)

    IL Regolamento organizzativo, come integrato nel 2009,  indica: a) Profilo di attività di una biblioteca del sistema e b) Requisiti per il Responsabile e personale addetto Profilo di una biblioteca rende accessibili alla propria utenza le risorse informative biomediche in qualsiasi formato presenti; aderisce ai progetti/servizi di collaborazione interbibliotecaria (NILDE, ACNP, etc.) dotandosi degli strumenti idonei a garantirne la partecipazione attiva; promuove l’aggiornamento professionale del proprio personale provvede agli strumenti tecnologici (PC, reti informatiche, fotocopiatrici etc.) che consentano un pieno utilizzo delle proprie risorse e servizi; fornisce supporto bibliografico e documentale ai progetti di ricerca in corso nel proprio Ente, sia in fase istruttoria che operativa; collabora alla valutazione della attività di ricerca, con particolare riferimento alla produttività scientifica, mediante indicatori bibliometrici; concorre alla formazione permanente del personale del proprio Ente, diffondendo la conoscenza e l’uso di strumenti e metodi utili al recupero delle informazioni; promuove i servizi offerti con modalità diverse che tengano in considerazione le differenze in conoscenze tecnologiche e competenze professionali dei propri utenti; sviluppa progetti di ricerca originali e strumenti di eccellenza su tematiche connesse all’attività propria del servizio bibliotecario, in particolare riferite all’ archiviazione, gestione, produzione, diffusione e condivisione dell’informazione scientifica; valorizza l’attività scientifica svolta nel proprio Ente; supporta le esigenze informative sanitarie del cittadino/paziente, per quanto possibile e secondo la specificità del proprio servizio.
  • Gazzetta Ufficiale. DECRETO MINISTERIALE 30 aprile 1976 Regolamento interno per l'organizzazione ed il funzionamento dell'Istituto superiore di sanità [istituzione Biblioteca]

    [...] Art. 3. I servizi generali dipendono direttamente dal direttore dell'Istituto. Essi sono: Servizi amministrativi e del personale; Biblioteca; Servizi tecnici, di cui al successivo art. 25. I servizi amministrativi e del personale sono diretti e coordinati dal capo dei servizi amministrativi e del personale, il quale ne e' responsabile di fronte al direttore dell'Istituto. La biblioteca e' diretta dal direttore della biblioteca, il quale ne e' responsabile di fronte al direttore dell'Istituto. I servizi tecnici sono diretti ciascuno dal direttore di servizio tecnico, il quale ne e' responsabile di fronte al direttore dell'Istituto.
  • UNI 11535:2014. Qualificazione delle professioni per il trattamento di dati e documenti - Figura professionale del bibliotecario - Requisiti di conoscenza, abilità e competenza

    Archivisti e bibliotecari, pubblicate le norme UNI  Stampa  Email Venerdì, 25 Luglio 2014 Condividi Lontani ormai dall’immagine romantica e romanzata dei custodi di immense biblioteche e archivi polverosi, le figure del bibliotecario e dell’archivista hanno ricevuto nuova linfa e un nuovo riconoscimento. A partire dalle due norme UNI appena pubblicate che riguardano le attività professionali non regolamentate: la UNI 11535 sulla figura professionale del bibliotecario e la UNI 11536 sulla figura professionale dell'archivista.Raccogliere, selezionare, organizzare e rendere accessibili documenti e informazioni: è il ruolo del bibliotecario che, in tempi di catalogazione e gestione digitale, si è arricchito di compiti e funzioni, divenendo un “mediatore” tout court tra il patrimonio di conoscenze e gli utenti delle biblioteche. “Considerate da sempre luoghi della memoria scritta ma anche veri istituti della democrazia, le biblioteche rappresentano ancora oggi lo strumento per eccellenza che garantisce l’accesso libero alla conoscenza – afferma Giovanna Merola, coordinatrice del Gruppo di lavoro UNI “Qualificazione delle professioni per il trattamento di dati e documenti” della Commissione Documentazione e Informazione – Proprio questa funzione strategica della biblioteca è stata calata nella scrittura della norma e utilizzata per definire in modo chiaro e preciso i requisiti della professione”.“La norma elenca i compiti e le attività che sono comuni alla professione – precisa la Merola – mantenendo una flessibilità che tiene conto dei diversi contesti di riferimento (biblioteche pubbliche, private, specializzate, ndr) e dei diversi aspetti della professione. Ma senza abdicare ai principi del codice etico e deontologico adottato dall’AIB, Associazione Italiana Biblioteche”...
  • Note tecniche per la sistemazione delle biblioteche mediche negli ospedali [1974]

    Notevole questo libro, pubblicato nel 1974, che fornisce "Note tecniche per la sistemazione delle biblioteche mediche negli ospedali". Non è accessibile in formato digitale ma è presente in SBN e reperibile in molte biblioteche.  Salvo eccezioni, non sembra aver avuto applicazioni in quanto la legge 833/1978, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), qualche anno dopo non cita le biblioteche pur fissando l'aggiornamento scientifico e culturale del personale fra gli obiettivi del SSN, oltre alla formazione continua (art 2, c8).In quegli stessi anni - 1976 - venivano regolamentati i servizi dell’Istituto Superiore di Sanità fra cui anche la Biblioteca dell’Istituto Superiore di Sanità e istituto il Servizio Documentazione che sarà centro di riferimento MEDLARS per l’Italia grazie a una convenzione con la NLM, National Institute of Health, USA.Le parti del testo rese accessibili in allegato del testo di Giordano, secondo la normativa vigente, sono state scannerizzate dalla biblioteca AIB.
  • L'importanza dei servizi bibliotecari negli ospedali [2013]

    "Per promuovere la lettura e rendere accessibile a tutti i cittadini il diritto alla cultura e all'informazione, la Regione Toscana ha attivato specifici progetti mirati a sostenere e a promuovere i servizi bibliotecari destinati alle categorie a rischio esclusione sociale, in particolare ai degenti ospedalieri e ai disabili..."IL modello toscano è un esempio di collaborazione fra biblioteca pubblica e ospedale
  • Guida alle biblioteche biomediche italiane [1993]

    Pubblicata nel 1993 a cura del Gruppo di lavoro biomedicina dell'AIB, in questa Guida sono censite 798 tra biblioteche e centri di documentazione. Di queste, a dire il vero solo 300 avevano risposto direttamente al questionario inviato per redigere la Guida, mentre le altre notizie sono desunte da fonti indirette.[Di questa guida non è disponibile la versoone digitalizzata.Lacuna da colmare!]
  • Convegno. Infrastrutture informative per la biomedicina: quali servizi per l'utente del 2000?

    I presupposti Il rapporto con gli altri, la comunicazione intesa come 'visibilità' e 'riconoscibilità' è una delle componenti fondamentali del fenomeno Internet. Il diffondersi della posta elettronica, dei newsgroups, delle liste di discussione testimoniano del desiderio di esserci, di comunicare, di farsi conoscere e riconoscere.La diffusione di Internet ha posto le biblioteche e i bibliotecari di fronte a nuove esigenze. Personalmente mi sembra che le potenzialità offerte dalla rete si inquadrino in un processo che ormai ha radici lontane e che ha coinvolto tutti i settori della vita della biblioteca. Se un tempo l'automazione veniva vista come l'obbiettivo da porsi per gestire in maniera più efficiente la biblioteca, oggi è diventata, grazie appunto a Internet, il presupposto per inserire la biblioteca in un circuito informativo più vasto, capace di rispondere meglio ai nuovi bisogni dell'utenza.In questo contesto, 'monitorare' i Web delle biblioteche biomediche italiane ha significato cercare di capire in che modo queste biblioteche hanno utilizzato o stanno tentando di utilizzare questo strumento. Ci tengo, inoltre, subito a precisare che il monitoraggio volutamente esclude giudizi di valore: quello su cui cercheremo di riflettere assieme sono i contenuti informativi delle pagine Web, il loro impatto comunicativo e funzionale, l' eventuale offerta di servizi. Il punto di partenza Il punto di partenza di questa indagine non potevano non essere dei repertori. Riccardo Ridi ha usato la metafora di Internet come una grande biblioteca a scaffale aperto (1). Come in ogni buona biblioteca, allora, mi sono riferito a dei repertori disponibili in rete (Appendice).Si tratta ovviamente di repertori abbastanza recenti, anche se quello dell'Istituto Dermosifilopatico dell'Immacolata (IDI) ha, purtroppo, degli evidenti problemi di aggiornamento. Essendo la volatilità o la instabilità delle risorse disponibili uno dei maggiori problemi di Internet dovrebbe essere buona abitudine quella di indicare sempre la data di creazione o di ultimo aggiornamento della singola pagina o del sito: non sempre questo accade, ma specie in repertori del genere questo elemento informativo mi sembra fondamentale.Ovviamente nessuno di questi repertori pretende di essere esaustivo, ma si tratta comunque di importanti punti di partenza specializzati. Ho, inoltre, tenuto conto della lista degli OPAC italiani curata da Riccardo Ridi e della Lista dei periodici italiani curata da Giuseppe Merlo, ospitati nel Web dell'Associazione Italiana Biblioteche.Si è anche consultata la pagina Biblioteche italiane a cura del Politecnico di Torino, concedendosi anche qualche incursione all'estero, ma devo segnalare che nella pagina Medical Libraries di MedWeb non compare nessuna biblioteca italiana, mentre nel repertorio Medical/Health Science Libraries on the Web, curato da Eric Rumsey della Iowa University compare, con la dicitura Italian only, la Biblioteca centrale della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Sezione clinica dell'Università di Modena. Diamo i numeri La prima domanda che sembra scontato porsi è quante siano le biblioteche biomediche italiane presenti in Internet. Prima, però, di rispondere a questa domanda dobbiamo stabilire cosa vuol dire esserci in Internet.Va allora precisato che essere presente in Internet può sintetizzarsi in due modi: essere ospitati in siti più generali; avere delle pagine web proprie.Il primo caso, per esempio, può essere tipico di biblioteche di cui si forniscono solo informazioni generali all'interno di pagine complessive, magari di una facoltà universitaria. Il secondo caso riguarda le biblioteche che, indipendentemente dalle modalità con le quali siano presenti, hanno una serie di pagine strutturate.Veniamo allora ai numeri. Il nostro parametro di riferimento può essere la Guida alle biblioteche biomediche italiane (2), pubblicata nel 1993 a cura del Gruppo di lavoro biomedicina dell'AIB, in cui sono censite 798 tra biblioteche e centri di documentazione (di cui a dire il vero solo 300 avevano risposto direttamente al questionario inviato per redigere la Guida, mentre le altre notizie sono desunte da fonti indirette).Se consideriamo l'area romana, delle 86 biblioteche censite nella Guida (di cui 37 avevano risposto direttamente al questionario) una cinquantina sono presenti anche in Internet (nel frattempo ci può anche essere stato qualche cambio di denominazione). Tra queste 8 mettono a disposizione la consultazione del catalogo e, in linea di massima, hanno anche delle pagine proprie. E' difficile fornire un dato numerico nazionale, ma più o meno possiamo dire che circa 150 biblioteche biomediche sono a vario titolo, presenti. Cosa troviamo Per illustrare i risultati di questo monitoraggio ho selezionato tre tipologie che mi sembra possano rappresentare le caratteristiche dei siti visitati: informazione minima: denominazione, indirizzo, telefono e alcune informazioni logistiche in forma estremamente sintetica. (Si vedano i casi della Biblioteca dell'Istituto di Urologia dell'Università "La Sapienza" di Roma o l' Elenco delle biblioteche biomediche dell'Università di Torino) almeno una pagina propria: ad esempio la Biblioteca dell'Istituto Superiore di Sanità, in questo caso viene data anche l'opportunità di contattare la biblioteca inviando un messaggio di posta elettronica più pagine: ad esempio, la Biblioteca Biomedica Centrale di Bologna - il cui URL corrisponde all' homepage della Biblioteca in cui sono stati organizzate le informazioni che vengono messe a disposizione degli utenti:   la biblioteca virtuale (notizie sulla biblioteca e sui cataloghi del posseduto) filo diretto per "agevolare la comunicazione tra la biblioteca e i suoi utenti" la ricerca biomedica con links a risorse e a siti specifici medline (possibilità di collegamento, informazioni) spazio Web (homepages personali, links a dipartimenti, bacheca elettronica) a zonzo per Internet (links a risorse le più varie disponibili in rete senza che abbiano necessariamente una particolare attinenza alla biomedicina). Quali servizi? La differenza fondamentale tra le prime due tipologie e la terza è che nei primi due casi Internet è usato come 'semplice' veicolo d'informazione, nel terzo Internet è usato come come veicolo di servizi.Fermo restando che personalmente ritengo già positivo il primo utilizzo, diciamo che in questo caso l'informazione elettronica è una sorta di riproduzione dell'informazione tradizionale, diffusa su carta o magari per telefono. Nel caso della Biblioteca dell'Istituto Superiore di Sanità la possibilità di inviare un messaggio di posta elettronica sfrutta già una possibilità nuova di interazione con l'utente. Nel terzo caso ci troviamo di fronte a un'estensione dei servizi tradizionali offerti dalla biblioteca.Questa estensione del servizio ha una sua specificità legata a Internet, vale a dire a uno strumento tecnologico che consente un'organizzazione nuova, molto concreta e in cui la virtualità non va intesa come assenza, bensì come potenziamento della presenza, dell'esserci, della presenza della biblioteca nel contesto informativo mondiale e dei servizi all'utenza.In realtà cambia la soglia di quanto noi consideriamo come servizio minimo da fornire; per esemplicare: prima era l'OPAC in biblioteca, poi l'OPAC in rete locale, ora l'OPAC in Internet. A questo punto l'utenza della biblioteca non è più solo quella locale, ma può diventare un'intera comunità scientifica internazionale.Il mutamento è radicale, più invasivo ed efficace di quanto ci possa sembrare. Capisco che questa idea di un’estensione addirittura planetaria del nostro servizio possa anche spaventare, specie nelle condizioni spesso difficili in cui si trovano ad operare tante biblioteche. Ma a parte che i bibliotecari biomedici sono tra i più allenati alla collaborazione, Internet può essere uno strumento da utilizzare anche per uscire dall'isolamento a cui ci si poteva magari sentire condannati.Ne deriva la necessità di esserci progettando nuovi servizi o riprogettando servizi già forniti. Per fare degli esempi: la gestione delle connessioni e degli abbonamenti ai giornali elettronici. E' una realtà con la quale dovremo prima o poi fare tutti i conti e che comporterà una diversa organizzazione delle raccolte; la fornitura di documenti. Esperienze come il Catalogo italiano dei Periodici (ANCP) o come ViCLib (Virtual Cancer Library) ci danno già l'idea di una nuova possibilità di organizzare e aggiornare dei cataloghi collettivi di periodici. L'uso della rete può consentire di risolvere dei problemi che magari fino ad ieri ci sembravano insormontabili; l'indicizzazione e il controllo delle risorse biomediche presenti in Internet. Interessante l'esperienza di HealthWeb, che vede 12 biblioteche americane del settore collaborare per selezionare siti che in questo modo ricevono una sorta di validazione bibliotecaria. Conclusioni Internet può servirci a migliorare la qualità della nostra cooperazione. Nessuno può nascondersi le difficoltà, ma anche possedere un indirizzo di posta elettronica ci può consentire di ampliare la nostra interazione col mondo. Sappiamo quanto sia prezioso il bene della reciproca conoscenza. Senza lasciarsi vincere da facili entusiasmi, ma partendo da quanto già oggi è disponibile, mi sembra di poter dire che l'esserci in rete significa contare di più e poter contare di più sugli altri. Se riusciamo a migliore la qualità della nostra cooperazione saremo in grado di fornire servizi migliori ai nostri utenti, che lungi dal poter fare da soli, avranno ancor più bisogno dei bibliotecari per orientarsi nella rete. Si ringrazia Andreas Zanzoni per la consulenza tecnica.   Riferimenti bibliografici (1) Riccardo Ridi. Internet in biblioteca. Milano: Editrice Bibliografica, 1996, p. 166.(2) Associazione italiana biblioteche. Commissione nazionale Università ricerca. Gruppo di lavoro Biomedicina. Guida alle biblioteche biomediche italiane, a cura di D.R. Cichi, C. Bruscolotti, G. Cognetti, M.G. Corsi, R. Ferrara, G. Poppi, M. Sciuto, I. Sorcini. Milano: Vita e pensiero, 1993.
  • Seconda conferenza europea delle biblioteche biomediche . Second European conference of medical libraries (1988)

    Un importante appuntamento, la Seconda conferenza europea delle biblioteche biomediche, organizzata dalla neo-nata associazione delle biblioteche biomediche europee, ora EAHIL, si è  tenuta a Bologna, dal 2 al 6 novembre 1988. La presidente era Valentina Comba, in questo volume gli Atti.  
  • Atti del Convegno su "Biblioteche e centri di documentazione nella biomedicina, realtà e prospettive". Istituto Superiore di Sanità, Roma, 12-14 dicembre 1984. Presentazione

    All'interno dell' AIB Associazione Italiana Biblioteche, esisteva già dalla fine degli anni ‘70 del secolo scorso, Uun Gruppo di lavoro nazionale biblioteche biomediche, poi divenuto Commissione nazionale biblioteche biomediche AIB che ha organizzato uno “storico” convegno sulle “Biblioteche e Centri di documentazione nella biomedicina: realtà e prospettive” il 12-14 dicembre 1984, presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) a Roma. A proposito dei bibliotecari biomedici, scrivono Gabriella Poppi e Vilma Alberani nell’introduzione agli Atti del Convegno pubblicati nel 1986 negli Annali dell’ISS: "[…] Coloro che lavorano in grandi organismi, in particolare di ricerca, possono ritenersi fortunati rispetto alla maggior parte dei bibliotecari che operano in strutture minori o comunque non consolidate. L’isolamento di questi operatori sia nell’ambito della propria struttura sia dalla comunità bibliotecaria, la constatazione di non vedere considerata la propria funzione da parte sia di amministratori sia di politici, la mancanza di un riconoscimento giuridico della propria professionalità, la carenza di mezzi finanziari e strumentali, l’impossibilità di avere contatti e scambi di informazione con colleghi…sono stati gli argomenti più volte emersi nel dibattito dei tre giorni del Convegno. L’insoddisfazione generale del bibliotecario e documentalista che svolge compiti che la maggior parte dei suoi colleghi (ivi inclusi gli amministrativi e i politici) non conosce affatto o fa corrispondere alla trita immagine di “topo di biblioteca” deve portare a una precisa presa di posizione sia degli operatori stessi sia delle associazioni professionali per una rivalutazione di queste professioni. La non conoscenza di ciò che tali professionalità possono fornire danneggia sia la categoria sia gli utenti."
  • The librarian's role in the provision of consumer health information and patient education. Medical Library Association. Consumer and Patient Health Information Section (CAPHIS/MLA) [1996]

    Un articolo "visionario" pubblicato nel 1996 sul Bulletin of the Medical Library Association che  precisa con grande chiarezza la Policy della Medical Library Association, Consumer and Patient Health Information Sectionin tema di bibliotecario biomedico e in-formazione/educazione ai pazienti:I bibliotecari sanitari, grazie alle loro conoscenze e competenze in materia di identificazione, selezione, organizzazione e diffusione delle informazioni, svolgono un ruolo importante sia nei servizi di informazione sulla salute dei consumatori che nell'educazione-alfabetizzazione dei pazienti. Il ruolo del bibliotecario varia a seconda della missione e delle politiche dell'organizzazione. Le attività dei bibliotecari in questo settore sono orientate verso l'obiettivo di produrre una società sana e di aiutare l'individuo a prendere decisioni sanitarie informate
  • Le Biblioteche per Pazienti in Italia. Esperienze a confronto [2010]

    Convegno di rilievo organizzato il 29-30 ottobre 2010 a Reggio Emilia dalla Biblioteca Medica Pietro Giuseppe Corradini dell'allora Arcispedale Santa Maria Nuova, ora Azienda ospedaliera-territoriale e IRCCS  Accessibili in rete gli Atti del ConvegnoDi seguito la Presentazione e il Programma delle due giornate: Nella realtà odierna, buona parte dei servizi sanitari ospedalieri si pone come obiettivo primario la cura della malattia, correndo il rischio di trascurare la totalità della persona. Questo si verifica tanto più quanto le strutture dispongono di tecnologie e strategie di cura e di ricerca sofisticate. Più elevato è il livello di eccellenza e specializzazione e più si presenta il rischio di trascurare il disagio psicologico e sociale che la persona ospedalizzata si trova ad affrontare, disagio che può influenzare negativamente anche l’esito delle cure. Il mutamento della componente relazionale della medicina occidentale ha portato a riflettere sulla necessità di trovare nuovi modelli di intervento che promuovano la sua umanizzazione. Il termine “salute” indica, secondo la definizione dell’OMS, uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale per raggiungere il quale un individuo deve poter identificare aspirazioni e soddisfare propri bisogni, avere controllo sull’ambiente circostante e vivere in un ambiente confortevole e umano. Tutto ciò dovrebbe riguardare anche le strutture ospedaliere, luoghi nei quali, anche attraverso iniziative ricreative, dovrebbero essere favorite socialità e relazioni interpersonali, per contribuire a creare un clima di cura rassicurante e incoraggiante. Promuovere la salute significa, poi, mettere in grado le persone di aumentare il controllo sul proprio stato di salute e di migliorarlo. Tra le nuove esigenze che si sono fatte strada negli ultimi anni in seguito alla crescita culturale e psicologica dei cittadini, vi è quella di essere attivi promotori della propria salute anche attraverso la ricerca di informazioni in ambito sanitario. L’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia si propone di promuovere la salute attraverso un progetto della Biblioteca Medica ospedaliera, chiamato “La Biblioteca per i Pazienti”, che offre sia informazione sanitaria di qualità che iniziative finalizzate all’umanizzazione dell’ambiente ospedaliero. Altri ospedali hanno realizzato, o stanno organizzando, attività, interventi, programmi di informazione ai pazienti o iniziative di tipo ricreativo. L’incontro delle realtà presenti sul territorio italiano permetterebbe di condividere e confrontare le diverse esperienze, oltre che di creare una rete di collegamenti e risorse, anche in un’ottica di diffusione della cultura dell’umanizzazione nelle strutture sanitarie. VENERDI’ 29 OTTOBRE L’INFORMAZIONE, LA PERSONA E LE SCELTE CONSAPEVOLIModeratore Salvatore De Franco  9.00-9.30 | Saluti delle autorità e apertura dei lavori9.30-9.50 | Biblioteche biomediche e informazione agli health consumers: il panorama europeo (zip 8,4 MB)  |  abstract (pdf 0,6 MB)Ivana Truccolo, Centro di Riferimento Oncologico, Aviano9.50-10.10 | Fare informazione attraverso la partecipazione: l’esempio del progetto Partecipa Salute (zip 7,5 MB) | abstract (pdf 0,6 MB)Paola Mosconi, Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, Milano10.10-10.30 | Cittadini e informazione: da un approccio emotivo alla valutazione critica di ciò che si sa (e non si sa)? (zip 16 MB)  |  abstract (pdf 0,6 MB)Giulio Formoso, CeVEAS, Modena10.30-10.50 | L’esperienza del Centro di Documentazione sul Farmaco delle Farmacie Comunali Riunite (pdf 1,7 MB)  |  abstract (pdf 0,6 MB) Daniela Zanfi, Farmacie Comunali Riunite, Reggio Emilia10.50-11.10 | Coffee Break11.10-11.30 | Umanizzazione delle cure oncologiche e informazione dei pazienti: il progetto HUCARE | abstract (pdf 0,6 MB)Rodolfo Passalacqua, Istituti ospitalieri di Cremona11.30-11.50 | La strategia informativa di AIMaC (pdf 0,6 MB)  |  abstract (pdf 0,6 MB)Rosa Oricchio, AIMaC11.50-12.10 | L’informazione, prima cura per il paziente | abstract (pdf 0,6 MB)Cristina Calabresi, Fondazione Federico Calabresi12.10-12.30 | Se l’utente è… paziente. La Carta dei Servizi della Biblioteca per i pazienti dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia (pdf 0,9 MB)  |  abstract (pdf 0,6 MB)Laura Cavazza, Soprintendenza per i Beni Librari della Regione Emilia-RomagnaRita Iori, Biblioteca Medica, Arcispedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia12.30-13.00 | Discussione13.00-14.00 | Buffet  Torna su BIBLIOTECHE PER PAZIENTI: ESPERIENZE SUL CAMPOModeratrice Rita Iori  14.00-14.20 | Informare i pazienti: la rete delle biblioteche e dei punti informativi oncologici in Italia (pdf 2,7 MB)  |  abstract (pdf 0,6 MB)Gaetana Cognetti, Biblioteca Digitale - Centro di Conoscenza “R. Macera tini”, Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, Roma14.20-14.40 | La formazione degli operatori di un Punto Informativo oncologico (pdf 0,3 MB)  |  abstract (pdf 0,6 MB)Antonio Florita, Servizio Individualizzato di Richiesta Informazioni in Oncologia (SIRIO), Fondazione IRCSS Istituto Nazionale Tumori, Milano14.40-15.00 | Dodici anni di Biblioteca per i Pazienti: l’esperienza del CRO di Aviano (zip 51,5 MB)  |  abstract (pdf 0,6 MB)Ivana Truccolo, Centro di Riferimento Oncologico, Aviano15.00-15.20 | Tools educazionali nell’area neurologica: possibile soluzione per una divulgazione certificata dell’informazione (pdf 3,1 MB)  |  abstract (pdf 0,6 MB)Silvia Molinari, Biblioteca multimediale della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Mondino, Pavia15.20-15.40 | BiblioHospitalis: insieme con un libro (pdf 4,1 MB)  |  abstract (pdf 0,6 MB)Agnese Galliani e Tiziano Corti, Associazione BiblioHospitalis, Lecco15.40-16.00 | Punto Informativo & Cure leggère... La Biblioteca per i Pazienti al Santa Maria Nuova di Reggio Emilia (zip 2,7 MB)  |  abstract (pdf 0,6 MB)Elena Cervi e Simone Cocchi, Biblioteca Medica, Arcispedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia16.00-16.30 | Discussione16.30-17.00 | Conclusioni Torna su SABATO 30 OTTOBRE BIBLIOTECHE PER PAZIENTI: ESPERIENZE SUL CAMPOModeratore Giuseppe Caliceti 9.00-9.10 | Apertura dei lavori9.10-9.30 | Nati per Leggere. Grandi letture per piccoli pazienti a casa e in Ospedale (zip 0,2 MB)  |  abstract (pdf 0,6 MB)Anna Maria Davoli, pediatra e referente Nati per Leggere Reggio EmiliaAnna Pelli, Biblioteca Santa Croce, Reggio Emilia9.30-9.50 | La biblioteca dei bambini in ospedale (pdf 5,9 MB)  |  abstract (pdf 0,6 MB)Rita Borghi, Servizio Biblioteche del comune di Modena9.50-10.10 | Cultura come cura e consolazione | abstract (pdf 0,6 MB)Raffaella Bellucci Sessa, Direttrice Fondazione Alberto Colonnetti, Torino10.10-10.30 | Circolo Volontari per la lettura, Libri e letture in corsia: aiutare leggendo (pdf 6,8 MB)  |  abstract (pdf 0,6 MB)Cecilia Cognigni, Responsabile Area Servizi al pubblico, Attività culturali, Qualità e Sviluppo, Comune di TorinoFrancesca Faga, Circolo Volontari per la lettura, Torino10.30-10.50 | Il servizio bibliotecario in ospedale. L’esperienza toscana (pdf 0,9 MB)  |  abstract (pdf 0,6 MB)Francesca Navarria, Promozione Servizi Bibliotecari, Regione Toscana10.50-11.10 | Coffee break  11.10-12.30  | SCRIVERE, LEGGERE, CONDIVIDERE: LETTORI E SCRITTORI A CONFRONTO • Il sollievo della lettura: tra intimità e condivisione | Giuseppe Caliceti, docente e scrittore | abstract (pdf 0,6 MB)• Mio zio, quando si ruppe una gamba, lesse l’Ulisse di Joyce | Giulio Mozzi, consulente editoriale e scrittore | abstract (pdf 0,6 MB)• Cure leggère... Lèggere cura! Un libro per amico... La parola ai lettori volontari 12.30-13.00 | Discussione13.00-14.00 | Buffet  14.00-16.00 | NASCITA E SVILUPPO DI BIBLIOTECHE PER PAZIENTI: È POSSIBILE FARE RETE?Tavola rotonda | Moderatore Salvatore De Franco 16.00-16.30 | Conclusioni e chiusura lavori
  • Una professionalità sanitaria: il bibliotecario medico [2001]

    Un articolo molto puntuale di Maria Cristina Bassi, Servizi bibliotecari del Politecnico di Milano. In un editoriale di qualche mese fa su Annals of Internal Medicine dal titolo : “The informationist : a new health profession”,  Davidoff e Florance hanno cercato di focalizzare il ruolo, le competenze e il curriculum formativo del Bibliotecario o Documentalista nell’ambito delle attività sanitarie. Siamo ancora alla ricerca di un termine che ne riassuma le nuove molteplici  funzioni ed  il neologismo Informazionista (clinico) non sembra pienamente azzeccato. Il tema però è piuttosto stimolante perché la figura di un professionista  responsabile del recupero e implementazione di informazioni scientifiche è fondamentale per supportare la  moderna attività clinica.  L’importanza del lavoro dei bibliotecari è sottolineata dalla inchiesta sugli ospedali di Rochester (N.Y.) di alcuni anni fa  la quale  rivelò che  le informazioni attinte in Biblioteca permisero all’80% dei medici intervistati di gestire in modo diverso la cura per pazienti mentre il 97 % di essi dissero che le informazioni fornite dai bibliotecari ospedalieri contribuirono a migliori decisioni cliniche ; le informazioni attinte erano giudicate più importanti di quelle date dalla radiologia, dagli esami di laboratorio e dalle discussioni con i colleghi; per l’ 85%  dei medici fecero loro risparmiare tempo e  per il 93%  fornirono nuove conoscenze con risparmio di costi e  miglioramento nella cura per i pazienti. Il lavoro di documentazione  aveva permesso secondo il 19.2% di evitare mortalità dei pazienti,  nel 21.2% di evitare atti chirurgici, nel 45.1% di evitare test o procedure aggiuntive, nel  29.3% il cambiamento nella diagnosi e nel 71.6% il cambiamento nelle prescrizioni per i pazienti. Negli ultimi tempi l’avvento delle  Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione ha reso sempre più strategico il valore della conoscenza, tanto più nell’ambito medico dove la salvezza di vite umane spesso dipende dalla capacità di avere l'informazione giusta in modo rapido.   Si impone dunque un cambio radicale dei profili professionali connessi con il trattamento e la distribuzione dell’informazione stessa, in particolare del bibliotecario/documentalista che dovrà essere sempre aggiornato nei rapidi cambiamenti dei prodotti e delle reti informative. Da quando le nuove tecnologie mettono l’utente in grado di provvedere in proprio al soddisfacimento dei bisogni informativi, il documentalista ha dovuto riconvertirsi da mediatore fra l’informazione e l’utenza a elaboratore dell’informazione e produttore di nuovi contenuti. Se la comparsa dei supporti elettronici, delle reti locali, di Internet, e di una personale biblioteca elettronica ha infatti minacciato il ruolo statico che i più attribuivano al bibliotecario, ha anche messo in evidenza una nuova professionalità  giocata proprio nell’ambito del digitale e della cybermedicina. I bibliotecari biomedici, oltre a recuperare la documentazione, sono capaci di monitorare l’evoluzione e il reale apporto dei nuovi media, studiano le migliori strategie di diffusione, conservazione e fruibilità delle informazioni e possono svolgere il ruolo didattico  per il loro  reperimento attraverso corsi (sull'uso delle basi di dati, recupero della letteratura, valutazione degli studi pubblicati)  e, per le risorse online, attraverso la segnalazione di siti che danno informazione di qualità. Venendo a ciò che è disponibile gratuitamente sulle reti, chi, se non un professionista dell'informazione, è in grado, con tempismo e affidabilità,  di selezionare  e segnalare ai medici ed ai pazienti, secondo criteri di qualità, i siti d'interesse in Internet? Nel “mare magnum” dell'informazione scientifica come  può un utente, ricercatore o medico, che ha poco tempo ed esigenze diversificate, orientarsi e sapere rapidamente se esiste ciò che cerca, individuarlo e recuperarlo? (R. Aprea  www.oncoweb.it/frames/colloquio/aprea.htm) La Biblioteca resta fondamentale come magazzino-laboratorio per informazioni e documentazioni  e per l'aggiornamento di professionisti che necessitano di  conoscenze rapide e in continua evoluzione. Questo anche alla luce dell’importanza della medicina evidence-based (EBM), cioè delle scelte terapeutiche da adottare per i singoli pazienti in base alle prove di efficacia riscontrate nella letteratura scientifica. Come sottolineano ancora R. Aprea e G. Cognetti, bibliotecarie a Roma,  l’idea della EBM, di grande attualità, è strettamente legata al problema dei criteri e delle modalità di individuazione delle fonti di informazione scientifica di buona qualità, situazione che richiede la presenza di esperti di documentazione nei gruppi interdisciplinari di ricerca EBM (www.aib.it/aib/editoria/n12/00-11aprea.htm) . Ma qual è la reale situazione delle biblioteche mediche? Il quadro estero appare variegato con un netto predominio dei paesi di cultura anglosassone, soprattutto Stati Uniti e Gran Bretagna che hanno una solida tradizione culturale in ambito bibliotecario con iniziative finanziate a livello istituzionale. Qui il bibliotecario biomedico sin dagli anni Settanta svolgeva un ruolo attivo ed impegnativo, cioè progettava e produceva le più importanti basi di dati del settore, quali il Medline della National Library of Medicine di Bethesda, istituzione in cui operano più di 500 documentalisti. In fondo la ricerca biomedica, ma anche la cura dei pazienti, sarebbero impensabili senza questi poderosi strumenti bibliografici, frutto del lavoro intellettuale dei bibliotecari (R. Aprea, www.oncoweb.it/frames/colloquio/aprea.htm). In Europa, nonostante lo sviluppo molto significativo dell’informatica medica (principalmente nei Paesi Scandinavi, nel Regno Unito, in Germania, Francia e Svizzera), l’integrazione con i servizi di biblioteca deve ancora essere raggiunta. La realtà italiana a confronto con i paesi stranieri appare ancora più desolante, come hanno messo in evidenza G. Cognetti e R. Aprea in una recente inchiesta, da cui emerge un quadro preoccupante del sistema di informazione delle strutture sanitarie italiane che  in alcuni casi sono prive di biblioteche, in altri non adeguatamente attrezzate (con scarsi o nulli finanziamenti) e per la maggior parte affidate a personale senza alcuna formazione e competenza specifica. Le principali ragioni sono la mancanza di attenzione riservata ai servizi bibliotecari dal Servizio Sanitario Nazionale italiano e l’assenza di training nelle competenze “di informazione” per gli studenti di medicina e i medici. Eppure il Ministro Veronesi ha voluto che nell'Istituto Europeo di Oncologia, da lui diretto, operasse un bibliotecario inglese, perché in Inghilterra esiste un albo professionale  che certifica la qualità del professionista dell'informazione. La parziale privatizzazione degli ospedali sta conducendo ad un  controllo più stretto sulla spesa e perciò l’informatica medica dovrebbe essere ripensata per tener conto delle esigenze di questa nuova realtà economica (V. Comba, www.aib.it/aib/boll/1997/97-1-046.htm). Le biblioteche biomediche italiane si possono dividere in due grandi tipologie: Biblioteche universitarie. Le biblioteche dei corsi di laurea in Medicina dipendono dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica come quelle di tutte le altre Facoltà, e non vivono particolari problemi; Biblioteche ospedaliere. Nell’ambito delle biblioteche del Servizio Sanitario Nazionale manca purtroppo un riconoscimento giuridico della figura del bibliotecario/documentalista. La semplice osservazione della legislazione che disciplina il settore mostra quanto sia “indefinita” tutta la questione relativa alla gestione dell’informazione e dell’aggiornamento professionale nel SSN. Infatti, nell’ambito della legislazione sanitaria degli ultimi 30 anni è stato possibile cogliere solo brevi e generici riferimenti alle biblioteche biomediche. Secondo R. Aprea è’ possibile desumere che: le biblioteche nel SSN sono ritenute essenziali, ma non obbligatorie, senza, però, alcuna ulteriore indicazione sulle loro caratteristiche, funzioni e attività; al personale che vi lavora non è richiesta alcuna specifica competenza professionale con la conseguenza che coloro che si trovano ad operare nelle biblioteche del SSN possono, quindi, essere selezionati ed inquadrati in maniera del tutto “discrezionale” da parte delle Amministrazioni. Eterogene e molto improbabili  sono, infatti, le qualifiche del personale delle biblioteche: ad es. vigilatrice d’infanzia, ausiliario, infermiere professionale, impiegato di concetto, coadiutore amministrativo ed altro ancora. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la mancanza di un efficace sistema informativo sanitario nazionale capace di attuare un pieno e tempestivo trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica clinica e di uniformare la qualità delle prestazioni erogate sul territorio nazionale.. L’importanza del ruolo che svolgono, o dovrebbero svolgere, i bibliotecari/documentalisti  (operatori della conoscenza) nel settore sanitario ci viene indicato dagli stessi utenti di queste strutture. Infatti, secondo un’indagine compiuta nel 1997 su un campione di utenti appartenenti a quattro biblioteche di ospedali e/o IRCCS di Roma, la biblioteca appare già come un vero e proprio centro di informazione, non più legato esclusivamente alla semplice funzione di conservazione. Ai bibliotecari, infatti, è richiesta: alta competenza professionale; aggiornamento continuo, soprattutto per quel che concerne l’informazione elettronica; maggiore attenzione allo sviluppo organico delle collezioni; individuazione e recupero rapido della documentazione indispensabile (InterLibraryLoan o prestito interbibliotecario, Document Delivery o fornitura di documenti); formazione degli utenti all’uso dei database e dei nuovi software per la ricerca, il recupero e l’organizzazione delle informazioni bibliografiche attraverso l’organizzazione di corsi e seminari; attenzione all’ammodernamento di strutture e arredi ed alla dotazione di adeguati mezzi tecnici ed informatici; sviluppo di una rete di collaborazioni nazionali ed internazionali per i servizi informativi; maggiore disponibilità di risorse informative online secondo i propri specifici interessi (Aprea, http://www.aib.it/aib/congr/co99aprea.html). I bibliotecari devono dunque sviluppare e fornire nuove forme di contenuti a valore aggiunto e servizi agli utenti nel contesto di educazione all’informatica e di cambiamenti nei formati delle informazioni. Devono lavorare per sviluppare metodi di recupero just-in-time per mettere a disposizione le informazioni nel momento di interesse e per essere coinvolti nell’apprendimento a  distanza e nell’educazione permanente. La richiesta di documentazione è tale che ogni biblioteca per quanto ricca non soddisfa le esigenze degli utenti che giustamente non si accontentano degli abstract ; un  compito molto importante dei bibliotecari è il recupero dei documenti originali. De Robbio, bibliotecaria universitaria a Padova ha steso un esauriente elenco dei centri (http://www.math.unipd.it/~derobbio/dd.htm) che effettuano o sono intermediari del document delivery .    E' possibile ottenere articoli di riviste o di atti di convegni, conferenze, report, tesi o altro materiale con Servizi di Document Delivery a tariffazione differenziata e in modalita' differenti attraverso richieste a Consorzi, grandi Biblioteche o Case Editrici  che effettuano Servizi Specializzati.  Solitamente il servizio di Fornitura Documenti viene espletato nel giro di 24-48 ore al massimo; per atti di convegni, report o altro materiale simile, o materiale non presente presso il Centro si arriva a 72 ore. Le tariffe variano da centro a centro, dal tipo di servizio, dalla quantita' di pagine che compongono l'articolo, e dalla modalita' con la quale si vuole ottenere l'articolo originale: direttamente sullo schermo via e-mail, via posta tradizionale, con corriere o via fax. I bibliotecari biomedici italiani hanno sviluppato esperienze di grande interesse, anche molto avanzate. Ad esempio, in ambito oncologico, la biblioteca del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano e quella dell'Istituto di Ricerca contro il Cancro di Genova hanno sviluppato, in collaborazione con gli psicologi, interessanti iniziative d'informazione al paziente (punto informativo, biblioteca per pazienti, telefono verde collegato alle banche di dati, traduzione in italiano di opuscoli divulgativi, basi di dati di materiale divulgativo, ecc.) (Cognetti,  www.oncoweb.it/frames/colloquio/aprea.htm). Molte sono apparse, dunque, in Italia le attività promosse dalle biblioteche biomediche ma, ciò che manca è un sistema organizzato di condivisione delle risorse informative sanitarie, promosso e finanziato a livello istituzionale. L'unico esempio in tal senso si registra in Lombardia. Infatti, Saba Motta della Biblioteca dell'Istituto  Besta di Milano ha descritto l'organizzazione e le finalità del Sistema bibliotecario biomedico lombardo (SBBL), che prevede la condivisione delle risorse di 16 fra le più importanti biblioteche sanitarie della regione. Al sistema hanno accesso a livello regionale oltre 100 biblioteche del settore, e ciò permette di garantire agli operatori l'accesso all'informazione biomediche (basi di dati, catalogo collettivo periodici con 5700 titoli, ecc.) e lo scambio della documentazione essenziale. Il caso lombardo rappresenta la punta più avanzata dell'informazione sanitaria italiana, anche valutandolo alla luce dei dati emersi dal primo censimento nazionale delle biblioteche/centri di documentazione del SSN, promosso dal Gruppo BDS (Bibliotecari Documentalisti Sanità – Servizio Sanitario Nazionale) e patrocinato dal Ministero della Sanità. Nella realtà veronese ottimo è il lavoro dei  Bibliotecari della universitaria Meneghetti che gestiscono un ricco sito web da cui si è indirizzati per ricerche bibliografiche e assistiti per il copy delivery ( http://www.medicina.univr.it/~biblio/). Gli operatori della  Biblioteca dell’AUSL 21 di Legnago hanno sviluppato un programma didattico continuativo con corsi di informatica, di inglese medico e di information technology applicata potendo contare su una aula informatica e un centro audiovisivi; prestano assistenza per la iconografia e la documentazione anche per i medici di base. In fondo il moderno bibliotecario farà il lavoro che ha sempre fatto  e cioè assicurarsi che gli utenti abbiano la informazione di cui abbisognano nel momento e nel luogo richiesto, nel formato che trovano più utile; però dovrà frequentare maggiormente il team medico,   interpretandone le esigenze e acquisendo un orientamento clinico. Oggi la biblioteca ha la potenzialità per diventare il cuore dei flussi informativi professionali : per un ente sanitario rappresenta la chiave per adeguarsi a standard qualitativi, mantenere e rinnovare  il know-how. E proprio l’importanza della informazione corretta e in tempo reale richiede che anche in Italia i politici e i manager della sanità riflettano sul ruolo e funzioni della biblioteca (o meglio del centro di documentazione scientifica) dei nostri ospedali destinando un apposito budget e personale specializzato, implementandone le funzioni fino a farlo divenire il centro nevralgico di tutte le attività cliniche che prevedono una responsabilità decisionale : la presenza di questo  Information Specialist è  la prima garanzia che l’utente finale e cioè il paziente può pretendere. Per concludere, una citazione da “Internet: Tips and Tricks”  di W. Howe and H. Tillman: ….se sei in difficoltà, chiedilo al bibliotecario: dopo tutto, è  lui l’esperto nel reperire le  informazioni ! 
  • Biblioteche per tutti: servizi per lettori in difficoltà [2007]

    Le IFLA Guidelines for Library Services to People with Special Needs Section (LSN) sono state tradotte in italiano, nella loro versione precedente a quella attualmente in vigore, nel volume “Biblioteche per tutti” curato dalla Commissione nazionale Biblioteche pubbliche, pubblicato da AIB nel 2007. Uno dei capitoli è dedicato ai servizi bibliotecari per gli utenti degli ospedali o delle case di cura e questi riferimenti sono importanti a legittimare l’importanza di dotare gli ospedali di questo tipo di servizi accanto a quelli sanitari.
  • Definizione di Biblioteca biomedica IFLA

    L’IFLA ha una specifica sezione dedicata alle Health and Biosciences Libraries  che “rappresenta e funge da forum per le biblioteche speciali che si occupano di tutti gli aspetti della diffusione delle informazioni e dei servizi in relazione alle scienze della salute e delle scienze biologiche. Gli obiettivi generali della Sezione comprendono la promozione della cooperazione tra le biblioteche di scienze biologiche e sanitarie, l'agevolazione dello sviluppo e dell'applicazione di nuove tecnologie pertinenti a tali biblioteche; l'esame dei mezzi per una migliore informazione dei consumatori in materia di assistenza sanitaria; la promozione dell'attività di cooperazione tra le associazioni bibliotecarie nazionali e internazionali delle biblioteche di scienze biologiche e mediche e la promozione della cooperazione con l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e altri organismi internazionali competenti”. Nell’introduzione al Glossario dei termini usati nelle Guidelines for Library Services to People with Special Needs, l’IFLA sostiene la necessità di un glossario in quanto:[...]  just the single descriptor, ‘hospital libraries,’ was found to have dramatically different meanings in different parts of the world – in much of Western Europe, for example, ‘hospital libraries’ almost always meant a library for patients, while in North America, it most often meant a library for health sciences staff. Those different meanings made communication and research in the field, especially research done through the literature, exceedingly difficult. They also had the potential to compromise findings. The need again became clear during the many discussions the standing committee of the now Library Services to People with Special Needs Section (LSN
  • Definizione di Biblioteca biomedica nel MeSH - NCBI

    In questa piattaforma usiamo in modo intercambiabile la parola biblioteca e biblioteca-centro di documentazione in quanto talora si tratta di servizi separati, in altri casi di servizi integrati in biomedicina. Nel thesauro biomedico MeSH, Medical Subject Headings - vocabolario medico controllato prodotto dalla NLM con struttura ad albero in cui il sapere biomedico e delle discipline correlate è suddiviso in sedici grandi rami/categorie e relativi sotto-rami, annualmente aggiornato e scaricabile gratuitamente in vari formati -  il descrittore libraries è così definito: Collections of systematically acquired and organized information resources, and usually providing assistance to users. (ERIC Thesaurus, http://www.eric.ed.gov/ accessed 2/1/2008) Tale descrittore è posizionato gerarchicamente sotto il descrittore “Information Centers” introdotto già nel 1976 - ovvero Facilities for collecting and organizing information. They may be specialized by subject field, type of source material, persons served, location, or type of services - a sua volta posizionato in due rami del Mesh, Information Science Category e Technology category. Questa scelta fa pensare alla concezione delle biblioteche nel campo della salute come legate all’informatica e alla tecnologia, ovvero servizi per raccogliere e organizzare l’informazione, dotati di collezioni di documenti, acquisite in modo non casuale, e di norma in grado di fornire assistenza e supporto agli utenti. Un sotto-insieme delle biblioteche nel MeSH sono le biblioteche speciali, ovvero distinte per tipo di collezioni, per cui esistono le Medical Libraries, o specializzate nel tipo di pubblici cui sono rivolte, e fra queste le biblioteche ospedaliere, definite come Information centers primarily serving the needs of hospital medical staff and sometimes also providing patient education and other services. Questa definizione è molto importante perché già prevede sia i fondamentali della funzione delle biblioteche nel campo della salute sia le funzioni speciali: centri di informazione, nel senso ampio sopra definito, che si occupano principalmente delle esigenze dello staff ospedaliero (o della realtà sanitaria territoriale di riferimento, ndr) ma anche talvolta forniscono informazione ed educazione sanitaria agli utenti - patient education - e svolgono altri servizi.