La cooperazione in ambito biomedico: associazioni professionali, sistemi bibliotecari, networking e prodotti

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  • European Association for Health Information and Libraries 2022. BROADEN THE HORIZONS - diversity, partnership and innovation with a human touch

    After two years of virtual events, it is our pleasure to welcome you in person at the EAHIL 2022 conference, where you will have the opportunity to share knowledge and innovations, meet (new) health information colleagues and build partnerships and networks. We are going to celebrate the diversity of colleagues, clients and subjects in our field, with the ultimate goal of broadening your horizons.
  • BAL Lazio – Biblioteca Alessandro Liberati del Lazio

    L’iniziativa [ BAL Lazio – Biblioteca Alessandro Liberati del Lazio] è promossa dalla Direzione Regionale della Sanità della Regione Lazio, in collaborazione con il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio e con il supporto delle Aziende Sanitarie della Regione stessa.
  • How the New Web Generations are Changing Library and Information Services (2010)

    LA RIVOLUZIONE DEL WEB 2.0 NELLE BIBLIOTECHE E NEI CENTRI DOCUMENTAZIONE (2008) Il gruppo di studio Gidif, Rbm sul Web 2.0, ha partecipato al Convegno EAHIL nella sezione dedicata alla nuove tecnologie con una presentazione orale, proponendo l’analisi di alcuni nuovi trend e la risposta socio-attitudinale dei fruitori al loro utilizzo. Il professionista dell’informazione è testimone dell’evoluzione delle potenzialità dei sistemi quali la posta elettronica, le chat lines e le liste di distribuzione ed è attore della disseminazione efficace dell’informazione attraverso i linguaggi di marcatura e le modalità ipertestuali. I nuovi tools descritti ed analizzati nella presentazione, sono strumenti perfettamente compatibili con la professione di bibliotecario/documentalista, anzi ne esaltano ruolo e professionalità. Presentato a XI EAHIL Congress – New Information Space Innovation and Renovations- Helsinki (Finland), 23-28 June 2008. Journal of European Association of Health Information and Libraries, 2009, 5 (1), 3 Medical Reference Services Quarterly 2010, 29 (2), 132
  • Consumer and Patient Health Information Services Caucus (2001)

    The Consumer and Patient Health Information Services Caucus (CAPHIS) connects health sciences librarians and other consumer health information specialists with a forum, educational opportunities, and specific resources for patients, their families, and other consumer health information users.
  • Institutional Repositories e riviste Open Access danno più impatto alla ricerca: le nuove metriche di valutazione (2006)

    Presentazione alla Conferenza "La pubblicazione scientifica in medicina: tools per l’autore", Perugia, 13 luglio 2006
  • GIDIF-RBM logo

    Logo GIDIF-RBM, Gruppo Italiano Documentalisti Industria Farmaceutica Ricerca Biomedica (dal 1985)
  • Tante informazioni e nuove sfide. Come covid-19 ha rivoluzionato le biblioteche scientifiche (2021)

    [...] a giocare un ruolo chiave fin dall’inizio della pandemia di covid-19 sono stati i bibliotecari e documentalisti scientifici. Il loro ruolo, infatti, va oltre la gestione degli abbonamenti e l’accesso alle risorse educative. Dovrebbero essere curatori di contenuti che mirano a fornire la migliore assistenza possibile ai professionisti sanitari, aiutando a tracciare il percorso verso un’assistenza sanitaria di livello...
  • Editrice Bibliografica logo

    Logo Editrice Bibliografica
  • Biblioteche e bibliotecari in sanità tra Compassionate Computing e fake news. Nuovi scenari al tempo della pandemia (2021)

    Le biblioteche sanitarie, in quanto istituzione sociale, sono responsabili della sensibilizzazione alla salute pubblica e della fornitura di informazioni aggiornate agli operatori sanitari e agli utenti. In qualsiasi pandemia, il ruolo di un bibliotecario è quello di ideare strategie di comunicazione efficaci che forniscano al pubblico e alle popolazioni esposte che sono più a rischio informazioni attuabili per garantire la sicurezza dei cittadini. Nell'era dei social media, la disinformazione è diffusa attraverso diversi canali di social media e i bibliotecari devono contrastare questo fenomeno solo condividendo informazioni affidabili. Nella pandemia del coronavirus, la letteratura mostra che due strategie sono più efficaci per i bibliotecari e gli utenti: facilitare il lavoro da casa per il personale di biblioteca e fornire agli utenti le informazioni necessarie per evitare l'infodemia
  • Improving peer review of systematic reviews by involving librarians and information specialists: protocol for a randomized controlled trial (2021)

    Contesto Continuano a esistere problemi con la segnalazione e il rischio di distorsioni nei metodi e nelle strategie di ricerca nelle revisioni sistematiche e nei tipi di revisione correlati. I revisori alla pari che non hanno familiarità con ciò che è richiesto per segnalare in modo trasparente e completo una ricerca, potrebbero non essere disposti a rivedere gli elementi di ricerca delle revisioni sistematiche, né possono sapere cosa potrebbe introdurre pregiudizi in una ricerca. I bibliotecari e gli specialisti dell'informazione, che hanno esperienza nella ricerca, possono offrire conoscenze specifiche che contribuirebbero a migliorare il report della ricerca per la revisione sistematica e ridurre il rischio di errori sistematici, ma sono sottoutilizzati come revisori metodologici. Metodi: Questo studio valuterà l'effetto dell'aggiunta di bibliotecari e specialisti dell'informazione come revisori inter pares metodologici sulla qualità dei rapporti di ricerca e sul rischio di errori sistematici nelle ricerche di revisione. Lo studio sarà uno studio controllato randomizzato pragmatico utilizzando 150 articoli di revisione sistematica presentati a BMJ e BMJ Open come unità di randomizzazione. I manoscritti che riportano le revisioni sistematiche completate e i relativi tipi di revisione e che sono stati inviati per la revisione inter pares sono ammissibili. Per ogni manoscritto randomizzato all'intervento, un bibliotecario/ specialista dell'informazione sarà invitato come un revisore peer aggiuntivo utilizzando pratiche standard per ogni rivista. I primi manoscritti di revisione saranno valutati in duplice copia per segnalare la qualità e il rischio di errori sistematici, utilizzando l'aderenza a 4 elementi del giudizio di PRISMA-S e dei valutatori su 4 domande di segnalazione dal dominio 2 di ROBIS, rispettivamente. Le informazioni identificative dei manoscritti saranno rimosse prima della valutazione. Discussione: I risultati primari di questo studio sono la qualità delle relazioni come indicato dalle differenze nella proporzione di ricerche adeguatamente segnalate nei manoscritti di prima revisione tra gruppi di intervento e di controllo e il rischio di distorsioni come indicato dalle differenze nelle proporzioni di manoscritti prima revisione con alta, basso e poco chiaro pregiudizio. Se l'intervento dimostra un effetto sul report di ricerca o di bias, questo può indicare la necessità per gli editori di riviste di lavorare con bibliotecari e specialisti dell'informazione come revisori metodologici.
  • Il bibliotecario documentalista nelle USL (1994)

    L' annoso problema deI riconoscimento della figura professionale del bibliotecario/ documentalista nelle Usl è tuttora irrisolto [...]
  • Le biblioteche biomediche (1988)

    Presentazione. Questo numero del Bollettino contiene alcuni contributi di bibliotecari biomedici. Poiché a novembre si terrà a Bologna la Seconda Conferenza Europea delle Biblioteche Biomediche, l'Associazione ha voluto così contribuire all'informazione sull'attività professionale in questo speciale settore. Ci siamo prefissi di illustrare ai Colleghi chi siamo, cosa facciamo e quali sono i nostri problemi, piuttosto che dipanare argomenti di esclusiva pertinenza delle biblioteche biomediche.
  • Il problema del lavoro nel Servizio sanitario nazionale: le biblioteche e i bibliotecari nel vuoto legislativo (2000)

    Il titolo non vuole essere provocatorio, ma semplicemente indicativo della situazione di disagio in cui si trovano a operare quanti, anche con elevati livelli di professionalità, esercitano la loro attività nell'ambito delle biblioteche del Servizio sanitario nazionale a causa della mancanza di riconoscimento giuridico della figura del bibliotecario/documentalista. La semplice osservazione della legislazione che disciplina il settore mostra quanto sia "indefinita" tutta la questione relativa alla gestione dell'informazione e dell'aggiornamento professionale nel SSN. Infatti, nell'ambito della legislazione sanitaria degli ultimi 30 anni è stato possibile cogliere solo brevi e generici riferimenti alle biblioteche biomediche (dal d.p.R. n. 132 del 1968, in cui la biblioteca insieme alla sala riunioni è indicata come requisito essenziale per gli ospedali, sino al d.p.R. n. 270 del 1987 in cui ancora più genericamente si accenna all'obbligo di aggiornamento professionale per il personale degli istituti del SSN, da effettuare anche attraverso l'uso di testi, riviste tecniche e altro materiale bibliografico senza, però, alcun riferimento al servizio che se ne dovrà occupare e tanto meno al personale che lo dovrà gestire). [...]
  • Documentazione scientifica e banche dati biomediche: Create, Collect and Search [2019]

    I biblio-documentalisti biomedici svolgono molta attività di formazione sia in presenza che a distanza. Talvolta vi è una collaborazione attiva con gli editori commerciali come in questo caso con Springer Healthcare Italia. La presentazione dell'esempio "tipo":"La ricerca bibliografica è un’importante necessità che spinge il professionista sanitario a navigare in Internet, dove si possono reperire, più o meno facilmente, articoli full-text, riassunti o semplici citazioni, contenuti in banche dati bibliografiche. Tuttavia, il sovraccarico informativo (cosiddetto “information overload”) richiede delle competenze che consentano di affrontare la quantità e la complessità delle informazioni e di individuare le informazioni di qualità. Per fare una buona ricerca è innanzitutto necessario scegliere con accuratezza le fonti (banche dati bibliografiche) e, in secondo luogo, sviluppare una corretta strategia di ricerca. La scelta della banca dati dipende strettamente dal tipo di quesito cui si vuole trovare risposta. In questo corso sarà affrontato il tema della ricerca bibliografica nelle principali banche dati, con l’obiettivo di fornire alcuni strumenti conoscitivi utili per agevolare l’accesso alla letteratura scientifica, lo sviluppo di un approccio critico alle evidenze e un interesse maggiore per la letteratura scientifica. Dato l’ampio interesse al tema, come dimostrato dai risultati dello stesso corso tenutosi nel 2018, che sono stati inclusi nella rilevazione dei fabbisogni, i destinatari del corso sono stati ampliati per includere tutte le professioni. Le conoscenze e competenze acquisite potranno favorire lo sviluppo professionale e l’applicazione delle evidenze scientifiche, con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi offerti, tramite l’adozione di pratiche evidence based"
  • Il bibliotecario biomedico al tempo degli Altmetrics (2016)

    Il bibliotecario biomedico sa che dietro ogni oggetto c'è un medico, un ricercatore, un paziente che ha bisogno di risposte immediate alle loro domande. In questo, il ruolo del bibliotecario non è diverso dal passato. Ciò che è cambiato è il contesto in cui si opera che è sempre più influenzato dagli strumenti del web. L'avvento dei social media ha facilitato le connessioni e la condivisione di informazioni e la comunità scientifica è ora interessata all'impatto sociale della ricerca, al di là del mondo accademico. Le biblioteche biomediche intervengono sempre più attivamente in diverse fasi della valutazione della ricerca e le metriche complementari o alternative possono diventare un valido alleato
  • Il bibliotecario esperto di verifica della qualità delle informazioni. False notizie sul Coronavirus: dove verificarle [2020]

    Vi è una lunga tradizione delle biblioteche, peraltro poco conosciuta al di fuori, in tema di verifica delle fonti informative, di capacità di controllare i fatti, di smascherare le fake news. Ricordiamo gli 8 principi IFLA e riportiamo solo un esempio dal mondo biomedico riferito al tempo della pandemia.Dal blog GIDIF RBM del 27 marzo 2020:"Nei giorni scorsi [marzo 2020] abbiamo cercato di dare il nostro piccolo contributo nello sforzo collettivo contro il COVID-19 divulgando link e punti di accesso alle informazioni mediche e scientifiche più aggiornate che possono essere utili ai nostri colleghi e ai professionisti sanitari. Esiste però un altro e non meno importante “fronte” della buona informazione che può avere ricadute molto importanti dal punto di vista della salute pubblica, ed è quello dell’informazione sanitaria alla popolazione. E nello specifico, quello del contrasto alle informazioni non controllate che spesso circolano in modo virale attraverso canali di informazione più o meno informali e autorevoli.In questo post cercheremo di condividere con voi alcune fonti di informazione che possono aiutarci a verificare le informazioni sanitarie sul Coronavirus con cui veniamo a contatto. Spesso si pensa che il problema della diffusione virale delle “fake news” sia circoscritto al chiacchiericcio dei social network. Ad esempio i numerosi messaggi circolati via Whatsapp. Spesso si ritiene che questa circolazione sia innescata da troll o comunità “complottiste” che iniettano queste informazioni e le fanno circolare di condivisione in condivisione per particolari interessi di parte.Eppure, può capitare di imbattersi in informazioni scorrette provenienti anche da fonti ritenute affidabili [...]
  • Il bibliotecario dell'EBM. Cochrane Library. Manuale d'uso [2020]

    Dagli anni '90, con l'affermarsi dell'Evidence Based Medicine, ovvero Medicina basata sulle prove di efficacia , il bibliotecario documentalista biomedico ha svolto un ruolo sempre più importante in molte organizzazioni nei gruppi di lavoro sulle revisioni sistematiche della letteratura, come esperto in ricerca bibliografica nelle basi dati specialistiche e contributo alla selezione degli articoli. Tale ruolo è talora riconosciuto. Ne sono un esempio le autrici della presentazione sulla Cochrane Library allegata, fra le pioniere in Italia appartenenti al gruppo Cochrane Italia : Vanna Pistotti e Chiara Bassi
  • Hai un problema? Chiedi al bibliotecario! Bibliotecari biomedici: una guida a cambiamento [2015]

    Il tascabile di Barbara Martin e Cristian Lo Iacono – dal titolo Bibliotecari biomedici: una guida al cambiamento – costituisce un’analisi dettagliata e rigorosa relativa a un aspetto importante del mondo delle biblioteche: il bibliotecario biomedico. Questa professione non è ancora prevista dalla legislazione italiana e non vi è un termine che la rappresenti in n modo chiaro. In genere si intende un bibliotecario “prestato” al campo della sanità e che opera in contesti ospedalieri, aziende sanitarie o di centri di ricerca. Si tratta quindi di un bibliotecario di frontiera, di confine che promuove informazione scientifica di qualità. Informazione scientifica che ha visto un notevole ampliamento dell’offerta con l’avvento di strumenti sempre più web 2.0 oriented, mettendo tutto a disposizione a portata di un click. È quindi cambiato il ruolo del bibliotecario biomedico? In fondo no. Il moderno bibliotecario fa il lavoro che ha sempre fatto e cioè quello di assicurarsi che i propri utenti abbiano l’informazione di cui necessitano in tempi rapidi, nel formato che trovano più utile. Quello che di sicuro è cambiato, e sta cambiando, è il contesto ove il bibliotecario si trova ad operare; le Biblioteche, in particolare quelle biomediche, sono entità locali in un mercato dell’informazione e della conoscenza che è globale e viaggia prevalentemente sulla rete. Per tale motivo i due autori partono sin da subito mettendo in primo piano la necessità di comprendere i bisogni informativi dei propri utenti spostandosi sempre più da modelli centrati sul sistema, con interventi a pioggia, verso modelli dove l’utente e le sue esigenze diventano il fulcro centrale del proprio lavoro. Tale visione definita dai nostri autori “olistica”, permette, in tempi di risorse scarse e tagli radicali alle risorse, di decidere quali risorse acquistare e gestire favorendo la cooperazione fra biblioteche e la nascita di consorzi tra di esse (ad esempio, il Sistema Bibliotecario Biomedico Lombardo e Bibliosan). Qui entra in pieno gioco la conoscenza della propria utenza, ma anche la conoscenza dell’istituzione ove il bibliotecario si trova a operare. Infatti, sempre più attivamente le biblioteche biomediche intervengono nelle varie fasi di recupero e valutazione della produzione scientifica. Questo fornisce una visione a 360 gradi del proprio lavoro e contributo: dalla ricerca bibliografica, alla stesura dell’articolo, al supporto al processo di pubblicazione e, infine, alla valutazione del suo impatto. Il tutto nasce dalla stessa esigenza di sempre: fornire risposte in tempi brevi a clinici, ai ricercatori, agli infermieri che necessitano di risposte immediate ai loro quesiti medico-scientifici. I bisogni informativi del personale sanitario richiedono tempi rapidi, spesso al letto del paziente, basate su prove di efficacia e tratte dai principali database biomedici e farmaceutici.La maggior parte dei sanitari, ancora oggi, non acquisisce particolare dimestichezza nell’uso delle banche dati durante il proprio corso di studi. Per il professionista sanitario, quindi, il problema non è l’accesso all’informazione ma la sua selezione e comprensione senza inutili perdite di tempo e di energie. Tutto ciò richiede in primis una costante formazione del bibliotecario stesso. L’aggiornamento è la prima sfida per il bibliotecario e il documentalista biomedico. Formazione continua che segue i mutamenti delle banche dati, delle piattaforme di accesso alle risorse in un continuum di webinars, seminari, conferenze, convegni anche all’estero. Troppo spesso tale formazione è lasciata alla libera iniziativa del bibliotecario che segue percorsi da “autodidatta” in base ai mutamenti editoriali più che un preciso percorso di crescita. Visto in quest’ottica il ruolo del bibliotecario biomedico muta nello scenario contemporaneo. Come sottolineato dai due autori oltre al supporto nell’acquisizione documentale del Document Delivery, alla gestione dei cataloghi e loro aggiornamento, alla gestione degli acquisti, si affianca un ruolo fondamentale: quello del bibliotecario formatore. In tale veste il bibliotecario non fornisce solo “corsi” sulle banche dati biomediche e le risorse della biblioteca ma diventa un ponte, un tramite verso un mondo sempre più informatizzato. Il passaggio dalla carta all’online ha sì permesso al ricercatore un recupero immediato della documentazione scientifica ma allo stesso tempo ha messo in luce la scarsa dimestichezza dei clinici all’uso delle risorse elettroniche. Nel contempo i bibliotecari biomedici dovranno sempre più affrontare una nuova generazione di digital natives ove la funzione sarà quella di indirizzare l’informazione verso un uso costruttivo e partecipato dei social media non solo per aumentare la visibilità dei ricercatori, ma anche per la possibilità di fare rete in cui i clinici si scambiano informazioni dati e contenuti. E i pazienti ? Proprio attraverso l’uso dei social media, delle pagine Facebook dei nostri enti o delle biblioteche e dei blog, è possibile dare informazioni in modo semplice ma al contempo accurato sulle nuove scoperte evitando ai pazienti la ricerca forviante sul web. D’altra parte alcune biblioteche all’interno dei propri ospedali hanno da tempo aperto punti informativi per i pazienti a con l’obiettivo principale di fornire informazioni scientifiche di qualità, mirate e personalizzate e, contestualmente, di offrire un servizio di accoglienza ai pazienti, familiari e cittadini. Per quest’ultimo e per la disamina precedente il bibliotecario biomedico dovrebbe essere maggiormente coinvolto nei progetti di ricerca. Non solo per gli aspetti di ricerca veri e propri, o della raccolta dati, ma anche per quello che gli autori definiscono il passaggio dalle competenze alle capacità di chi mette a disposizione le proprie conoscenze ad altri professionisti per produrre dei risultati in ambito clinico o di ricerca. Parola chiave diventa reciproca fiducia. Per tutto il resto vale sempre il motto del bibliotecario: hai un problema? Chiedi in biblioteca!
  • Qualche prodotto significativo , frutto della collaborazione con Biblioteche-Centri di Documentazione in Italia

    Sulla scia dei prodotti della capacità innovativa e collaborativa di grandi biblioteche biomediche straniere quali: PubMed e MedlinePlus solo due delle tante risorse prodotte e manutenute dalla National Library of Medicine (NLM) e dal National Center of Biotechnology Information (NCBI), entrambi afferenti al National Institute of Health (NIH), USA come abbiamo visto ne Le origini CISMeF, è un progetto avviato dal Centro Ospedaliero Universitario di Rouen, Francia. Questo catalogo indicizza, dal 1995, i principali siti e documenti in lingua francese e rende disponibili anche risorse per i  i cittadini pazienti. accenniamo a qualche prodotto italiano realizzato in partnership con biblioteche biomediche, servizi di IT e altri.  - Il Medical Subject Heading in italiano a cura del Servizio Documentazione dell'ISS - il portale ISSalute per l'informazione sanitaria di qualità al  cittadino di lingua italiana, prodotto e manutenuto dall'ISS: vi collaborano anche biblioteca, servizio documentazione e attività editoriali - CiGNOweb.it, il database di risorse informative per i pazienti sui tumori in lingua italiana prodotto e manutenuto dalla biblioteca del  Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (CRO) IRCCS (è la continuazione di Azaleaweb, 2003-2006, progetto collaborativo supportato da 6 biblioteche oncologiche e dalla rete Alleanza Contro il Cancro). Entrambi accessibili tramite  BiblioSan - Risorse per il cittadino  in fase di validazione, ETHIC, Evaluation Tool of Health Information for Consumers Molti altri sarebbero degni di nota...
  • Sei BiblioSan [2012]

    Video prodotto dalla Biblioteca dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Umbria e delle Marche IZSUM all'interno del
  • BVS-P. Biblioteca virtuale per la Salute Piemonte [2017]

    La Biblioteca Virtuale per la Salute – Piemonte è uno strumento di supporto all’attività degli operatori della sanità piemontese.La qualità delle cure, la loro appropriatezza, l’indipendenza di giudizio su prodotti e farmaci, la conoscenza delle novità terapeutiche, il progresso professionale, la razionale programmazione e gestione dei servizi sanitari sono strettamente connessi con la possibilità di ricerca e di approfondimento scientifico da parte di tutto il personale della Sanità.La Biblioteca Virtuale per la Salute – Piemonte (BVS-P) nasce per volontà della Regione Piemonte e la sua gestione, prima affidata al Centro di Documentazione Regionale DoRS della ASL TO3, è ora assegnata alla ASL di Biella con DGR prot. n. 57-4531 pubblicata sul BURP n. 3 del 19 gennaio 2017.La BVS-P offre periodici elettronici e banche dati agli operatori della sanità piemontese, per consentire loro di ricercare progressi e significati nella letteratura scientifica, sui temi della salute e dell’ambiente.Inoltre si propone di promuovere la medicina basata sulle evidenze, e di contribuire alla formazione nel campo della ricerca bibliografica e della valutazione critica della letteratura scientifica.
  • INFOR_BIOMED. Rete Ligure per le Risorse Informative Biomediche [2008-]

    Infor_Biomed Liguria nasce per volontà di fornire a tutte le figure professionali del servizio sanitario ligure un facile e veloce strumento per la condivisione in rete di informazioni bibliografiche di qualità. Il 27 marzo 2008 la Regione Liguria e le aziende sanitarie territoriali (ASL, EO, IRCCS) hanno siglato l'intesa per la realizzazione di Infor_Biomed, un irrinunciabile strumento di lavoro e di aggiornamento professionale.
  • SBBL, Sistema Bibliotecario Biomedico Lombardo [1994-]

    SBBL è la biblioteca biomedica di Regione Lombardia, ovvero il sistema di biblioteche biomediche creato negli anni '90 dalla Regione Lombardia allo scopo di offrire una corretta e aggiornata documentazione scientifica e clinica al personale sanitario operante nelle strutture sanitarie lombarde pubbliche e/o accreditate. Attraverso una rete di biblioteche e centri di documentazione aderenti a SBBL, la Regione garantisce agli operatori la possibilità di un supporto scientifico alle decisioni cliniche complesse e la formazione continua permanente, nel quadro della medicina basata sulle evidenze. SBBL rappresenta un significativo e strategico punto di riferimento per la gestione della Sanità in Lombardia che punta sulla cultura e sull’aggiornamento professionale degli operatori sanitari per incidere sul livello qualitativo delle prestazioni sanitarie.
  • Napoli: un modello “integrato” per la Biblioteca di area medica [2017]

    La Biblioteca Medica opera in un duplice contesto, quello accademico e quello sanitario, deve quindi fornire una serie di servizi. Pertanto, il bibliotecario biomedico deve adattare e acquisire nuove competenze e quindi devono essere identificati nuovi profili professionali. La nuova definizione della Biblioteca Medica dovrebbe essere integrata, non più spazio fisico o virtuale
  • For a history of Documentation in Italy : the Associazione Italiana per la Documentazione Avanzata (1983-2017)

    Obiettivo dell'Associazione era di divulgare la conoscenza della Documentazione e dell'attività del documentalista. Promuoveva l'organizzazione di eventi e attività di formazione e certificazione professionale. Oltretutto, essa sosteneva la comunità scientifica mediante la creazione di gruppi di lavoro e di studio e contribuiva alla diffusione delle notizie con il giornale «AIDAinformazioni». AIDA era presente nello scenario nazionale e internazionale dell'informazione scientifica tramite la collaborazione con altre associazioni professionali. [Testo dell'editore].